Il cliente

Ha sempre ragione. Parliamone e sfatiamo un mito.

Un titolo un po’ provocatorio, ma come si dice? Nel mezzo è la virtù.
Iniziamo da principio, come tutte le buone storie. Ah! la racconterò in italiano, evitando l’inglese di cui facciamo un uso smodato solo perché certi termini fanno figo e poi all’occorrenza non sappiamo mettere insieme due parole d’inglese: noi italiani siamo famosi per quanto bene conosciamo l’inglese.
Si conosce il cliente e gli si fa compilare un questionario che dovrebbe svelarci alcune sue peculiarità e quanto realmente è consapevole delle dimensioni dei suoi affari e di ciò che vuole raggiungere, in particolare nel caso di una nuova attività.
Quindi, gli chiediamo di cosa si occupa la sua azienda, ci piace capire come vede per esempio il suo logo, se conosce il suo obiettivo (target) potenziale di clienti, come crede di pubblicizzarsi e comunicare (marketing and communication) al suo pubblico, quanto ha in mente di spendere per le attività di grafica (nel nostro caso).
Gli chiediamo per quale motivo crede di poter essere migliore dei suoi competitori (competitors), quali sono i sui obiettivi (focus) aziendali, la sua missione (mission) aziendale, ed anche cose apparentemente più banali come in quanti saranno a decidere e chi sarà o saranno a farlo. Non meno importante, sapere per quando deve essere pronto il lavoro e non è ammessa la risposta “per ieri”. Tutte le cose hanno i loro tempi.
Cosa significano queste domande?
Sapere cosa fa l’azienda è fondamentale per creare il logo adatto, legato anche alla personalità di chi la gestisce, sia essa una sola persona o un gruppo di persone.

Perché capire come vede il suo logo, se dobbiamo essere noi a crearlo?
La sua idea è importante, perché come abbiamo visto in un nostro vecchio articolo (le promesse vanno mantenute, altrimenti… ) il logo è come un abito, oltre ad essere fatto su misura, ci si deve sentire bene a doverlo mostrare. Un po’ come fosse un’estensione di noi, poiché la nostra azienda in qualche modo è un’estensione di noi, essendo il nostro desiderio realizzato ed il nostro lavoro, le nostre passioni.
Però questo non basta. Non posso chiamare un architetto disegnatore d’interni se poi lui deve fare solo il disegnino di quello che voglio e come lo voglio.
Ovviamente, se chiamo un esperto (che sa cose che io non so, altrimenti non sarebbe un esperto!) dovrà guidarmi in scelte migliorative da diversi punti di vista e forse è bene che ne tenga conto.
Il grafico non è un disegnatore di loghi, ma un esperto in diversi ambiti della grafica: stili, mode, canoni estetici, colori, tipi di stampa, tipi di carte, tipo di supporti a seconda dell’obiettivo da raggiungere, forme, ed altro.

Un team per rispondere ad ogni problematica

 

 

 

 

 

 

 

 

Inoltre, il grafico si accompagna in staff con altri professionisti esperti di realizzazione di siti web, SEO, marketing, autori di testi pubblicitari (copywriter), pubblicità (advertising).
Il confronto con il logo ideato dal cliente, è un’operazione di persuasione in cui necessariamente devono essere scardinate alcune convinzioni del cliente che magari non funzionano, ai fini di un logo che sia il miglior messaggio per l’azienda.

E’ così importante conoscere il proprio obiettivo (target) clienti?
Direi proprio di si. Se si deve vendere un prodotto o un servizio, si deve sapere chi realmente lo acquisterà ed immaginarci quali sono le sue abitudini, creando nella nostra mente un “prototipo” realistico di cliente medio. Questo ci aiuterà a trovare la migliore strategia di comunicazione e pubblicità, perché la possiamo ritagliare su ciò che gli interessa, su ciò che gli piace e con i canali di comunicazione che usa più frequentemente.
Se il nostro cliente medio non ama i social network perché non ha tempo o non gli piacciono, inutile usarlo come canale di comunicazione: si perde tempo e denaro.
Se ogni azienda anche già avviata, facesse compilare un questionario ai propri clienti, potrebbe di certo migliorare i suoi investimenti in canali di comunicazione e pubblicità molto più precisi.

Il cliente sa già davvero com’è più opportuno pubblicizzarsi o come e quale canale usare per la comunicazione con i suoi affiliati e/o per conquistarne di nuovi?
Forse ne ha una vaga idea, ma può essere migliorata mostrandogli esattamente tutte le possibilità che ci sono e come sfruttarle al meglio, distinguendosi realmente dalla media.

Cosa importa a noi quanto ha in mente di spendere per il nostro progetto grafico?

Calcolare la giusta spesa o il giusto investimento per dei lavori

 

 

 

 

 

 

 

 

Rende l’idea, intanto, di quanto realmente conosca il valore della grafica, che passa prima di tutto per parecchie conoscenze, studi ed esperienze, per passare poi nella professionalità riconosciuta come valore e finire poi sul lavoro un cliente alla volta. Se lavoriamo per un cliente, lavoriamo solo per lui, non possiamo fare lavori in contemporanea, poiché ogni lavoro richiede i suoi tempi.
Tornando a quanto vuole spendere il cliente, si possono verificare tre possibilità:
• La cifra è lontana, in meno, da quanto realmente dovrebbe spendere. In questo caso non si può creare un rapporto di lavoro.
• La cifra, più o meno coincide ed in questo caso si può andare in contro al cliente.
• La cifra è molto superiore al preventivo. In questo caso il cliente sarà felice di sapere che spenderà meno per un buon lavoro che lo soddisferà.

E’ davvero importante sapere perché il nostro cliente crede di essere migliore dei sui competitori?
Ovviamente si, in quanto ci da la misura di quanto realmente sia consapevole o meno di cosa offrono i suoi competitori, nel bene e nel male, nei pregi e difetti. Questo però, significa che noi dobbiamo avere un’idea dell’analisi del suo mercato che effettueremo con delle ricerche.
Anche su questo poi è possibile migliorare i contorni di eventuali servizi.
Gli obiettivi del cliente sono dimensionati anche dal mercato e dai competitori. Anche qui, i suoi obiettivi ci diranno quanto realistica sia la possibilità di raggiungerli e in che tempi.
La sua missione (mission) è importante. Più è chiara e sincera, più saranno chiari gli obiettivi.

Discutere su gusti ed interessi non proprio comuni?

 

 

 

 

 

 

 

 

Veniamo invece alla domanda che per noi è fondamentale affinché il progetto vada a buon fine. I quanti sarete a prendere decisioni e a comunicarle?

Come dite? Se ti pago deve per forza andar bene!
Ma cosa ne pensate se a decidere su cosa volete siete già in più di due e ciascuno con un’idea diversa? O che a metà lavoro uno decida di stravolgere le cose, mentre poi un altro di voi vuole tornare indietro perché non ne sapeva nulla dell’iniziativa del socio?
I rischi di un disastro sono in agguato, tanto più sia più di una persona a prendere decisioni da confrontare con noi.

Ragionando sul questionario, si fa un secondo passo, parlare con il cliente delle risposte che ci ha fornito, in modo da chiarire i dubbi e smussare le criticità emerse nelle risposte.
Ora, abbiamo tutto e sappiamo cosa vuole il cliente. Segue il preventivo che se approvato, a sua volta è seguito da un contratto con un regolamento di gestione dei lavori e limitazioni d’intervento per non rischiare che il progetto diventi una tela di Penelope: pericoloso per noi ed il cliente.
Siamo esagerati? 
Tutto ciò nasce dall’esperienza nostra e di altri grafici, anche famosi. Nasce dal vissuto in cui sono emersi tanti problemi e si è cercato un modo, attraverso questo processo (questionario => analisi => preventivo => contratto/regolamento lavori) per lavorare tutti nel migliore dei modi: grafici e clienti.

Cliente e team grafico sono soddisfatti

 

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