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Con Instagram è diventato amore!

Ci sono social network e social network, con il loro stile di comunicazione e le loro storie.

Ero restia ad utilizzare Instagram, più che altro perché non mi venivano in mente le immagini da pubblicare. Eh si! Instagram è soprattutto comunicazione visiva fatta con fotografie. Ognuno racconta una storia con le proprie fotografie, ma il mio argomento non era fotografabile.
Trovata l’idea (post E’ tardi! E’ tardi! E’ tardi!), è iniziata la mia avventura su Instagram con grande stupore e devo dire che lo preferisco anche a Facebook.
Certo ha i suoi limiti. I link che si inseriscono nei testi di commento alle immagini non sono cliccabili ne copiabili per poi incollarli sulla barra di stato del motore di ricerca per raggiungere eventuali siti consigliati, come faccio io. Mi auguro che siate curiosi abbastanza da andare a vedere di cosa parlo.
Avrete letto abbastanza di come funzionano Instagram, Facebook ed altri social, dei loro potenziali e delle loro pecche, pertanto non credo sia utile che aggiunga altro.

 

 

Fotografia

Immagini

 

 

 

 

 

 

 

 

In realtà, volevo raccontarvi qualche storia interessante che ho visto su Instagram restando nel settore del Food & Beverage e continuando il viaggio nelle scelte personali di lavori che riportano al contatto con i gesti lenti delle tradizioni, i sapori genuini della saggezza popolare con aggiunta di piccole innovazioni.
Un viaggio tra alcune realtà produttive dove vivono insieme passione, amore e qualità.
C’è chi produce vino, liquori, birre, paste fresche di ogni tipo, formaggi, e pane con varie farine ottenute dalla macina in pietra dal chicco intero.

Iniziamo un viaggio nel pane con il Bio Forno BioGiorno (il loro account Instagram è @bioforno_biogiorno) di Simone Marri che si trova a Santa Mama a Subbiano (Arezzo).
La loro passione e dedizione è raccontata anche sulla pagina Facebook  la Guida Nomade che vi consiglio di visitare, è sviluppata con grande passione ed offre interessanti spunti di viaggio in un’enogastronomia di valore.
Loro raccontano una storia che è quella che volevo raccontare.
Una storia di cambiamento, iniziata 3 anni fa. Sono passati dal lavoro in fabbrica a un lavoro di tradizione e passione.
E’ un forno che usa diversi tipi di farine di grani antichi: farro, segale, Cappelli e grano khorasan.
Anche se le foto non sono di altissima qualità, rendono l’idea di quanto fragrante e appetitoso debba essere il loro pane e gli altri prodotti da forno che producono.
Si denota grande amore per il loro lavoro e viene quasi voglia di fare un salto dalle parti di Arezzo.

 

Valore come sinonimo di qualità

Valore come sinonimo di qualità

 

 

 

 

 

 

 

 

Passiamo a Semplicementepasta (account Instagram @semplicementepasta) in via Marzia, 97 ad Abano Terme e parliamo di pasta fresca in tutti i suoi tagli o paste ripiene e gnocchi.
Creano eventi, pranzi e cene, presso il negozio ed in questi giorni in cui posto il nuovo articolo hanno anche lanciato un contest “E tu che pastalover sei?”: data di scadenza contest 31 Maggio 2018.
Quello che colpisce è la qualità delle loro fotografie e giustamente per essere su un social network che parla per immagini, bisogna investire su una buona fotografia o meglio su un’ottima fotografa, Giovanna, che sa valorizzare moltissimo i loro prodotti. Sembra quasi di poterli toccare ed assaggiare. Il lavoro di Michela persona disponibilissima con la quale mi sono scritta e titolare dell’attività nonché colei che gestisce il profilo su Instgram insieme alla fotografa Giovanna (@giovannacirce è il suo profilo di fotografa su Instagram) e di Simone e Davide, è davvero impeccabile e denota molta passione per il loro lavoro.
Passione e qualità. Questo cerchiamo noi consumatori oggi. Se arriva questo messaggio, vuol dire che sono coerenti con la loro mission di valore. Anche la pagina Facebook è ben curata.
Sicuramente questo è il modo più professionale per pubblicizzarsi, investendo in un fotografo e curando i dettagli e sono certa che il riscontro da parte del popolo degli instagrammiani, non mancherà.

In ultimo vorrei fare un salto dall’Italia in Australia.
Tornerei volentieri a Sidney e Melburne, in particolare a Melburne. Mi sono piaciute moltissimo ed oggi andrei alla ricerca di Bec & Gowen di Melburne and cheese.
Se vi accontentate di una sbirciatina su Instagram li trovate con l’account Instagram @melburneandcheese.
Anche loro hanno ottime fotografie ed è evidente che vi hanno investito con l’intenzione di sponsorizzare il loro lavoro con molta cura e professionalità.
Credo si possa ingrassare soltanto guardando le loro fotografie o i loro video in cui vengono mostrati con ottima qualità d’immagine, meravigliosi piatti con formaggi fumanti e filanti.
Loro si occupano di andare alla ricerca di tutti i piccoli produttori locali che producono formaggi particolari con grande tradizione ed attenzione, non producendo in scala industriale.
Hanno anche un sito internet molto ben curato www.melburneandcheese.com
Anche loro mostrano grande passione e grande amore.
Avrei voluto parlarvi di qualche altra attività nel beverage che a mio avviso è emersa fra tanti su Instagram per gli stessi motivi, ma a loro ho scritto per avere il consenso a parlare di loro e non mi hanno risposto. Capisco che non sarò l’unica a scrivergli, ma il rapporto con gli osservatori instagrammiani è fondamentale che non rimanga solo da osservatori…peccato! Forse non c’è molta coerenza nella loro mission. L’attenzione al cliente o futuro cliente è fondamentale!

 

Brand Italy e le sue eccellenze

Fare del nostro paese un unico grande marchio di eccellenze dovrebbe essere l’impegno di tutti ogni giorno, e per qualcuno fortunatamente lo è.

Ma quant’è bello il nostro paese? Guardiamo a quelli che sono i nostri brands. L’avete mai guardata così la nostra nazione? Io credo che abbia un fascino in più. Chiamare brand le nostre eccellenze, fa un’effetto strano. E’ come se un prodotto di nicchia, pubblicizzato sul territorio regionale o nazionale, all’improvviso venisse catapultato fra i prodotti super rinomati e famosi in tutto il mondo. All’improvviso fa l’effetto che può fare pronunciare SAMSUNG.

Alcuni nostri prodotti come la pizza, hanno già fatto questo salto. Fare branding e restyling del nostro paese si può ed è possibile rilanciare la popolarità delle eccellenze lavorando in sinergia con molti attori di scenari diversi. Sicuramente abbiamo tre grandi eccellenze che possiamo sfruttare meglio: arte, paesaggio e cibo.

Ognuna di queste eccellenze è ricca di una miriade di particolarità: una cosa rara.
Scegliamone una delle tre a caso, il cibo! Lo sospettavate che lo avrei scelto vero? Dite che l’ho scelto a causa della mia deformazione professionale? No, l’ho scelto perché almeno una volta al giorno se ne parla  non per necessità, ma per interesse di palato. Ormai tutti abbiamo a che fare con scuole di cucina che suggeriscono anche come scegliere i prodotti.

Qualche giorno prima della Vigilia di Natale ero a fare la spesa in un supermercato e mi colpì un bambino di 5 anni che dallo starsene in piedi dentro al carrello della spesa spinto dal papà, suggeriva al padre cosa comprare. Ciò che mi colpì era la sua capacità di saper fare la spesa. Il papà gli diceva cosa dovevano prendere e lui suggeriva quali. Ad esempio, dovevano acquistare delle melanzane. Davanti agli scaffali con gli ortaggi, avendone individuate di diverso tipo, il bimbo suggerì di prendere quelle viola lunghe, ma non troppo grandi perché quelle gradi non sono buone in quanto arricchite di “ormoni” della crescita.

Non è il primo argomento di cui si parla volentieri? Poi, i viaggi e poi l’arte. Se poi vogliamo rovinarci la giornata, possiamo anche provare a parlare di politica, ma rimando ad altri questa incombenza: non fa per me.

Abbiamo un patrimonio agroalimentare favoloso, che si fa apprezzare in Europa con circa 300 prodotti fra quelli DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG (Specialità Tradizionale Garantita). Devo dire che quest’ultimo marchio non lo conoscevo: STG.

Leggendo un po’ in giro, dietro di noi, abbiamo la Francia e la Spagna. Del resto cosa possiamo dire dell’ottimo prosciutto crudo spagnolo? Tanto per fare un esempio!

Se pensiamo a quante tipologie di prodotti abbiamo per ogni regione, è un territorio davvero incredibilmente affascinate. Pensiamo per un attimo a quanti tipi di formaggi esistono in Italia e a quanti derivati della lavorazione del latte, o a quanti derivati della lavorazione della carne con tutti i suoi vari tipi di insaccati, o semplicemente a quante tipologie di pasta fresca e secca abbiamo. Sono quasi difficili da censire tutti i vari tipi di prodotti che abbiamo sul territorio, se pensiamo che anche un piccolo Comune produce le sue specialità ed il nostro territorio è pieno di tantissimi Comuni.

 

Innovazione

Innovazione

Tradizione e sviluppo

Visto che tutto cambia, credo siate d’accordo con me che la cosa migliore sia mantenere le tradizioni rinnovandole con un po’ d’innovazione e sviluppo, senza specificare che dovrebbero essere possibilmente sostenibili. La sostenibilità ed il rispetto per il pianeta dovrebbero essere insite in ciascuno di noi. Basta, in fondo, rinunciare a qualche superflua comodità arrangiandoci in modo più intelligente e rispettoso per la natura.

In alternativa si può far buon uso della scienza, come fa la MUTTI SpA, per abbattere gli sprechi idrici e l’emissione di CO2 nella produzione dei loro famosi e buonissimi pomodori lavorati. Per incentivare le aziende ad essere altrettanto virtuose in questa nobile disciplina, ha istituito nel 2000 il premio “Pomodorino d’Oro Mutti”, che nel 2017 è stato vinto da un’azienda di Ferrara.

Questo premio non è solo un premio per la qualità, ma anche per una produzione sostenibile in cui l’azienda MUTTI SpA partecipa collaborando ed offrendo strumenti ed incentivi che supportino l’aziende in una gestione moderna, con una forte attenzione all’ambiente ed alla sostenibilità.

Fortunatamente non mancano premi di altro tipo istituiti da altri per incentivare innovazione, qualità ed ecosostenibilità.

Tutto torna con il mio primo post  in cui vi raccontavo come ognuno di noi è alla ricerca di prodotti di qualità, specialmente per quanto riguarda ciò che mangiamo e beviamo. Innovazione, qualità e rispetto per l’ambiente, non si posso usare per farsi grandi, perché la moda lo prevede. Ricordate la responsabilità sociale? La parola data? La coerenza? Quindi chi dice, fa! Almeno dovrebbe, se non vuole chiudere.

 

Giovane agricoltore

Giovane agricoltore

I giovani fanno la loro parte

Non sono pochi i giovani che sono tornati ai lavori della terra ed alla produzione agroalimentare e loro spesso sono il miglior connubio fra tradizione ed innovazione. Sorprendentemente i nuovi imprenditori agricoli, soprattutto del settore BIO (poiché lo preferiscono) sono giovanissimi: fra i 20 ed 40 anni.

C’è da dire inoltre che se una volta il contadino, “nasceva” tale, oggi i contadini o imprenditori agricoli sono molto preparati o hanno una serie di professionisti a cui affidarsi per creare eccellenza.

Anche a loro serve un buon sarto per un buon vestito, come per la grafica. O sono già sarti, oppure si fanno aiutare da professionisti, senza improvvisare.

Tutto questo però non basta, allora c’è chi s’impegna anche per il packaging sostenibile, giustamente. Insomma, non solo abbiamo dei brands che quasi si affermano da soli, ma abbiamo la possibilità di esaltarli con del branding di valore: qualità e sostenibilità. Impariamo a guardare alle cose belle della nostra terra e delle persone che la popolano e magari cerchiamo tutti di dare il nostro contributo con delle scelte consapevoli.

 

Riferimenti:

Corriere ortofrutticolo

I premi al pomodoro Mutti SpA vi invito a visitare questa pagina dove sono indicati i risparmi idrici per la produzione ed il sito in generale che è ricco di contenuti di valore.

Blogger si nasce o si diventa?

Un detto sudamericano dice: mentre il carretto va i cocomeri si assestano.

Per imparare su come creare un blog, c’è tantissimo in rete. Consigli, corsi, strategie.

E quindi.. blogger si nasce o si diventa? Vedremo come si assesteranno i cocomeri mentre il carretto va. La migliore scuola è il fare!

Intanto credo che debba fare un passo indietro rispetto al mio primo articolo.
Eh si! Si vede che non ho ancora molta esperienza come blogger, ma sono certa che imparerò presto e magari mi posizionerò tra le/i migliori. (sorrido)

Un bell’obiettivo non credete? Raggiungerlo sarebbe una grande gratificazione perché significherebbe che vi racconto cose che vi interessano e ne racconterete anche voi a me.

Nel frattempo magari può interessarvi sapere qualcosa su quella che è parte della mia formazione di grafica,  avvenuta ed in corso, nel caso foste interessati a lavorare insieme oltre che a leggere quello che vi racconto. Anche per parlarvi di chi è questa tipa che scrive…

 

Kaizen

Avete mai sentito o letto questa bellissima parola giapponese?

E’ una delle mie preferite.

Per chi non la conoscesse, kaizen è una parola composta dalle parole kai (cambiamento, miglioramento) e zen (buono, migliore). Quindi kaizen significa cambiare in meglio o miglioramento continuo.

Ideogramma kaizen

Kaizen (KAI e ZEN)

E’ in uso nei processi aziendali per il miglioramento della qualità: i giapponesi integrarono la qualità nelle loro procedure gestionali e svilupparono la cultura del miglioramento continuo.
Il giorno che il professore mi spiegò il processo qualità ed il miglioramento continuo, ricordo che intervenivo continuamente per anticipare le conclusioni dei concetti: ero affascinata. Ad un certo punto il professore mi chiese se sapessi già qualcosa dell’argomento ed io con stupore ed imbarazzo, risposi: “No! Mi scusi! E’ che mi rendo conto che è un processo che applico ogni giorno nella mia vita.”

Certo non avevo inventato tutto quello che altri avevano fatto in tanti anni, fra americani e giapponesi, ma il succo, l’essenza del kaizen, in qualche modo mi era nota.

Dove mi ha portata e mi porterà il kaizen? A raccontarvi ora, della cultura che ho scelto per la mia formazione e dintorni. Ciò che leggo e studio, mi da sempre spunto per migliorarmi. Non solo professionalmente, ma prima di tutto come persona. Anche dal marketing, dal branding, ed altro, si può imparare molto per crescere come individui e diventare migliori.

Nel prossimo articolo, fra alcuni libri, vi parlerò di una bellissima persona. Siete curiosi?

Un blog insolito per una grafica

Quando si può parlare di grafica senza usare tecnicismi utili ai tecnici

Sta iniziando con questo primo articolo la mia avventura di un blog. Ho una certa suggestione devo dire, quasi m’intimorisce ..
Potrei creare un blog che sia di aiuto ad altri grafici, ma ce ne sono molti che parlano bene di come fare della buona grafica.
Spero invece possiate apprezzare la mia scelta di parlarvi di persone normali, come me e voi che ad un certo punto, hanno cambiato vita dedicandosi ai lavori a contatto con la terra per tornare alla semplicità dei gesti contadini e di valori, cercando di vendere ai loro clienti un prodotto di eccellente qualità.
Parleremo di tutto ciò che si lega a scelte importanti, di qualità, nel settore del commercio, dove inevitabilmente arriva anche la grafica per poter denominare il prodotto, pubblicizzarlo e renderlo unicamente riconoscibile.
Potremmo passare anche per ciò che la società ci chiede, sia come consumatori che come produttori, o su come le scelte consapevoli abbiano una certa influenza su un segmento di mercato.

Una società che cambia

Diciamoci la verità, cerchiamo tutti di tornare a mangiare semplice e genuino, magari riscoprendo anche i veri sapori dei prodotti della terra. Fra cucine strane proposte in TV, prodotti BIO, che nella maggior parte dei casi, per ovvi motivi NON posso esserlo, o a causa della produzione fuori stagione o con raccolte anticipate per poi far maturare ad esempio la frutta nelle celle frigorifere, al buio…
Siamo poco abituati ad assaporare un piatto fatto di pochi, semplici e genuini prodotti.
Giusto ieri, parlavo con Francesco, un bambino di 8 anni. Gli raccontavo di quando ero bambina, ed avendo parenti friulani (Vivaro – PD) andavo in estate, con una mia zia a portare il latte delle sue mucche in latteria. In cambio ci davano un pezzo del tipico formaggio di li.

 

Portare il latte in bici

Quando si portava il latte alla latteria, in bici.

Si andava in bici

Andavamo in bicicletta, dopo aver terminato di mungere le tre mucche. Mia zia mi faceva sedere sulla canna della bicicletta e teneva le grandi latte attaccate al manubrio della bici.
Mi aveva insegnato a mungere le mucche. Ma che sapore ha quel latte appena munto? Questo mi chiedeva Francesco mentre gli raccontavo.

Molti bambini di oggi non lo conoscono.
Pensano che sia quello che si sente dal latte pastorizzato nei cartoni da 1 lt o 1/2 lt.
Mi ritengo fortunata ad aver visto mietere il grano, raccogliere le uova delle galline, dare da mangiare agli animali da cortile o mungere le mucche. Mi ritengo fortunata ad aver conosciuto la lenta vita contadina, scandita dalle esigenze della natura.
A volte questi ricordi tornano fuori. Sento un richiamo forte alla “vita della terra”, che fatico a tacere ..

Un bel viaggio

Ed eccoci al motivo del blog. Vi vorrei raccontare belle storie, di belle persone che hanno cambiato vita, perché non hanno voluto mettere a tacere il loro richiamo alla terra, ma anche di chi vende prodotti innovativi ed originali e di qualità, insomma di chi si distingue, di come il mercato influenza i nostri gusti, di nuove realtà che si distinguono, di fiere di settore che uniscono produttori, grafici e consumatori, e tutto il mondo che ruota intorno alla grafica, inevitabilmente.

Buon viaggio insieme