Oggi si parla frequentemente di una parola che adoro: serendipity! La serendipità è la capacità o la fortuna di fare, per caso, scoperte felici e inaspettate mentre si sta cercando qualcos’altro, è l’arte di trovare ciò che non si cercava, ma che avevamo bisogno di incontrare.
Esattamente ciò che è accaduto, incontrando Davide Avanzo di Rótulos Antiguos. In un gruppo Telegram, scrivo di Fucine Assolute. Davide intercetta il mio messaggio e s’incuriosisce. Mi contatta entusiasticamente e non posso perdere l’occasione meravigliosa per approfondire e raccontare un argomento che è parte integrante dell’arte del designer grafico così come anche di produttori che hanno botteghe/negozi nel settore del Food & Beverage.
Quei gesti lenti e sapienti di cui narra a volte Alessandro Baricco
Ho avuto la sensazione fin da subito che quella di intervistare Davide di Rótulos Antiguos sarebbe stata un’occasione affascinante e interessante, e così è stato. Non solo sono rimasta colpita da un’arte fatta di cura e passione e, citando A. Baricco in Mr Gwyn, “…cercando di farlo bene, con la lentezza che era necessaria, e la cura”, ma anche dalla ricerca di metodi e materiali rispettosi dell’ambiente.
In un’epoca dominata da loghi digitali e insegne luminose che cambiano alla velocità di un clic, c’è chi sceglie la via opposta: quella della lentezza, del metallo battuto e della memoria. A Barcellona, città di architetture che respirano arte, Davide e il suo team di Rótulos Antiguos hanno riportato in vita un mestiere quasi dimenticato: quello dei rótulos antiguos, insegne che non si limitano a dire un nome, ma raccontano un’anima.
El Periódico de Catalunya
Le loro creazioni nascono dall’alluminio e dal tempo, con una cura che appartiene a un’altra epoca e uno sguardo che arriva al futuro. Lo testimonia anche il riconoscimento di El Periódico de Catalunya, che ha definito Davide “l’italiano venuto a insegnarci a fare insegne moderniste”. Un complimento che racchiude tutta la forza di un artigianato che non si è mai arreso all’omologazione. Ma lasciamo che ci racconti meglio proprio Davide che ha saputo trasmettermi valori, romanticismo, passione e rispetto per il pianeta, oltre all’amore per l’arte e una città fantastica come Barcellona.
Un po‘ vintage, un po’ retrò e un pizzico di liberty
Ciao Davide, perché le insegne…e soprattutto perché antiche?
Ciao Maria, perché un’insegna non è solo un nome appeso a una facciata: è un racconto. Le abbiamo volute “antiche” perché amiamo il fascino del tempo che non passa mai di moda. Ogni nostro rótulo nasce per evocare quella nostalgia positiva che si respira camminando nei centri storici, tra botteghe e caffè di un’altra epoca. Non seguiamo la moda del momento, ma creiamo oggetti che uniscono memoria ed estetica, con la stessa cura con cui un tempo si lavorava il metallo.
Cosa significa realizzare insegne?
Un’insegna è anima e immagine allo stesso tempo. Significa trasformare un metallo freddo in un oggetto che scalda l’anima di un luogo. Un’insegna è identità, personalità, è il sorriso con cui un’attività si presenta al mondo. Realizzarla vuol dire cucire addosso a ogni cliente un abito unico, fatto di forme, colori e dettagli capaci di emozionare.
La stessa cosa che accade quando si realizza un logo, si realizza un abito unico.
Barcellona
La scelta di una città così artistica e ricca di stili come Barcellona?
Barcellona è un mosaico di stili e creatività. È modernista e contemporanea, ma allo stesso tempo profondamente legata alle sue tradizioni. Per me è come una seconda casa. Parecchi anni fa iniziai solo per lavoro e ora è la “mia Città”. Le nostre insegne dialogano con i palazzi liberty, con le strade animate, con la vitalità della città. Era la cornice perfetta per far crescere il nostro progetto e la prima sede fuori dall’Italia. Non ti nascondo che ormai inviamo in tutta Spagna (oltre agli altri stati europei).
Cosa significa lavorare, essere stimati a Barcellona ed essere fregiati da El Periódico de Catalunya con il titolo: “Un italiano viene a Barcellona a insegnarci a fare insegne moderniste…”?
È stato un momento speciale, di orgoglio e gratitudine. Non ci sentiamo “maestri”, piuttosto compagni di viaggio. Portiamo qui l’esperienza italiana, la nostra tradizione artigiana, e la uniamo alla sensibilità catalana. Che un quotidiano importante ci abbia definito così è stata una conferma: l’autenticità viene riconosciuta.
Come nasce un’insegna
Qual è il processo di realizzazione di un’insegna?
Si parte dal disegno, spesso con bozzetti a mano. Il tutto viene poi digitalizzato. Poi c’è la fase della lavorazione dell’alluminio che è veramente ció che ci distingue e che ci rende unici: bordi a mezzo tondo, lamiera bombata a colpi di maglio, ogni dettaglio fatto con macchine antiche e mani esperte. Successivamente avviene la parte della grafica con decori, ombre e dettagli. Segue poi la verniciatura, l’applicazione degli smalti lucidi o opachi. Infine, la protezione finale che garantisce la durata per decenni.
Quanto tempo occorre, mediamente, per realizzarne una?
Dipende dalla complessità, ma mediamente da due a quattro settimane. Ogni insegna è un pezzo unico, e i tempi sono quelli dell’artigianato: l’arte richiede pazienza.
Un materiale nobile ed ecologico
Quali sono i materiali che utilizzate?
L’alluminio, perché è nobile, durevole e soprattutto riciclabile. Poi smalti, vernici di alta qualità. Materiali scelti non solo per la bellezza, ma perché vogliamo che le nostre insegne durino decenni, sfidando sole, pioggia e vento.
Quanto c’è di “industriale” nella vostra lavorazione?
Molto poco. “L’industriale” serve solo come supporto: macchinari di base, forni di cottura degli smalti, qualche utensile moderno. Ma il cuore è manuale: la lamiera battuta, il profilo sagomato, la pennellata finale. Quello che ci distingue è proprio l’assenza di standardizzazione: ogni rótulo è unico, irripetibile.
Non sempre i mestieri sono tradizioni di famiglia
C’è una tradizione di famiglia che ti ha portato a fare questo mestiere?
Non esiste una tradizione diretta legata alle insegne, ma sicuramente in famiglia l’arte è sempre stata presente: mio padre e diversi zii e zie sono pittori. Io stesso ho coltivato fin da bambino la passione per il disegno, il fumetto e la narrazione per immagini. Con il tempo questa inclinazione è diventata un filo conduttore: i viaggi, l’amore per la storia e l’arte mi hanno spinto a cercare linguaggi che unissero memoria e creatività.
Le insegne vintage sono state la sintesi perfetta: un modo per raccontare storie attraverso il metallo, i colori e le forme che resistono al tempo.
Tra storia e valori, Barcellona convive con ieri e domani
Certo, Barcellona è davvero un pozzo di ispirazione come poche città al mondo, anche perché oltre all’estetica e alla storia conserva ancora le tradizioni e il legame con un passato che è scritto nell’anima dei barcellonesi…
È vero, ed è proprio questo che la rende unica: a Barcellona il passato non è mai un peso, ma un motore. È una città che ha saputo modernizzarsi senza dimenticare le sue radici, e per chi, come noi, lavora con memoria e identità diventa una fonte inesauribile di ispirazione. Certo, qui in Catalunya capita a volte – soprattutto con i comuni – di dover ricordare che l’identità va custodita e rispettata. Spesso, per colpa del denaro, si perde la visione d’insieme e si autorizzano installazioni che stonano con il paesaggio storico. Un esempio chiaro sono i grandi brand come Zara, il gruppo Inditex o le banche, che pagando affitti altissimi impongono la loro immagine a discapito dell’armonia urbana. In Italia invece, città come Milano hanno saputo imporre regole precise: in Galleria Vittorio Emanuele, ad esempio, l’insegna di Giorgio Armani – che abbiamo realizzato noi – rispetta lo stesso stile di Prada o McDonald’s, con foglia oro su cristallo nero. Un equilibrio che valorizza sia i marchi, sia il patrimonio architettonico.
Riciclo e rispetto del pianeta come priorità
Ci hai raccontato del materiale che usate e che è considerato uno dei materiali più riciclabili. È stata una scelta precisa?
Assolutamente sì. L’alluminio ci permette di creare insegne robuste e leggere al tempo stesso, con una durabilità che sfida i decenni. Ma soprattutto è un materiale che può essere riciclato all’infinito. Questa scelta non è casuale: crediamo che la bellezza debba andare di pari passo con il rispetto per l’ambiente.
Vi occupate anche del riciclo di insegne dismesse?
Sì, quando un’insegna va sostituita ci prendiamo cura anche del suo “fine vita”. Recuperiamo le parti in alluminio per reimmetterle nel ciclo produttivo e smaltiamo correttamente gli elementi non riciclabili. Collaboriamo con le isole ecologiche per il riciclo dei materiali. È un modo per chiudere il cerchio con responsabilità.
Si possono riciclare o ciò che ne rimane deve essere trattato per togliere materiali come le vernici e altro?
In gran parte si possono riciclare. Ovviamente le vernici e alcuni dettagli vanno trattati separatamente, ma l’alluminio resta puro e pronto a nuova vita. È come se le nostre insegne avessero due storie: una fatta di decenni appese a una facciata, e una seconda che inizia quando tornano materia prima.
Chi è Azro23?
Sul vostro canale social c’è un simpatico astronauta misterioso che se ne va in giro per Barcellona. Come è nata un’idea così futuristica e molto lontana dal vintage?
Azro23, il nostro astronauta, è nato un po’ per gioco e un po’ per provocazione ma è il simbolo della filosofia OTRO NIVEL. È vero che può sembrare lontano dal vintage, ma in realtà rappresenta un viaggiatore che arriva “da un altro livello” per ricordare che le cose vanno fatte con il tempo e la cura che meritano. In un mondo che corre, lui cammina lento tra le strade di Barcellona, osserva i dettagli, si ferma davanti a una facciata, ascolta la storia di un quartiere, consiglia finiture, porta anche messaggi sul sociale e sull’ecologia.
Soprattutto porta con sé il messaggio che l’artigianato non è fretta, ma pazienza; non è produzione di massa, ma attenzione. Azro23 ci aiuta a raccontare che le nostre insegne che, pur venendo dal passato, hanno un’anima capace di parlare al futuro.
Grazie Davide, grazie Rótulos Antiguos (Barcellona) / Antiche insegne (Torino).
In un mondo che corre, fermarsi davanti a un’insegna come quelle di Rótulos Antiguos è un invito a respirare, a ricordare che la bellezza nasce solo quando le mani e il tempo si incontrano.
Se anche tu credi che la comunicazione visiva debba custodire l’anima dei luoghi, della cultura e del tempo, lasciati ispirare da chi, come Rótulos Antiguos, trasforma ogni progetto in un pezzo di storia.
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L’artigianalità è un insieme di gesti di cura del prodotto. Condividi questo articolo e manteniamo viva la fiamma del made in Italy artigianale.
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Fucine Assolute
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